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21/05/11

Un saluto ad una persona cara


Stavo pensando a quanto e' difficile trovare le parole per descrivere sensazioni potenti e sconvolgenti, o esperienze che non possono trovare spiegazioni semplicemente attraverso una spiegazione verbale. Mi rifiuto spesso di parlare delle mie esperienza in astrale perche' soltanto usando delle parole svilisco e diminuisco il senso dell' esperienza rendendola quasi banale. Le scrivo, delle volte cercando dentro di me i termini migliori per poter entrare nel profondo del vissuto astrale, ma non sempre sono soddisfatta!

E' cosi' difficile la comuinicazione! Sono del parere che si dovrebbe conoscere il mondo onirico cosi' come quello della veglia, ma non e' altrettanto facile descrivere situazioni cosi' differente dal vivere ad occhi aperti.



Ieri sera stavo dormendo. Non ricordo minimanente che stessi sognando ma ricordo che ero tranquilla. Mi sono addormentata come un ghiro appena ho toccato il letto stanchissima come ero nemmeno ho provato a farmi reiki, non ce la facevo a mettere le mani sulla testa tanto erano stanche. Me le sono messe sul cuore. E sono sprofondata nel sonno.



Ad un tratto, poco dopo essermi addormentata profondamente ho sentito un colpo. Uno schiocco, quello che di solito sento quando il corpo astrale si ricongiunge al corpo fisico.

Pochi secondi dopo e' squillato il telefono.

Una brutta notizia. Il corpo astrale lo aveva percepito, non ricordo dove fossi in realta' sognavo cose tranquille eppure qualcosa ha fatto si' che mi svegliassi di colpo un attimo prima del primo squillo del telefono. Le braccia erano totalmente paralizzate. Non riuscivo a percepire le dita delle mani provavo a muoverle senza capire se le stessi effettivamente muovendo.


Ho un buon rapporto con la morte quando questa e' una liberazione per una persona sofferente. E quella cara persona adesso e' libera. Finalmente ha lasciato la sua dolente prigione e puo' ricongiungersi ai suoi cari da tempo perduti.



Alla fine tutto ha un inizio.

E adesso il suo inizio e' la verita' perduta e ritrovata.



Abbraccio colui che leggendo queste righe riconosce le mie stesse sensazioni. Alla fine non siamo soli come crediamo.





02/05/11

Una partita da giocare

Mi sentivo come una pallina dentro un flipper.

Lanciata in avanti pronta a parare i colpi speranzosa di avere un buon punteggio e di piacere a chi mi aveva messa in gioco. L' unico obiettivo era quello di non finire in qualche tunnel buio oppure direttamente fuori scartata dalla partita persa.

Ma adesso...

Delle volte ho la sensazione di andare piano e di vedere correre il mondo attorno a me. Tutte le luci che si dimenano e si dibattono i mille suoni che mi disturbano le mille strade da prendere di cui molte in grado di portarmi fuori strada non mi spaventano piu'.

Adesso sono sempre una pallina che si dibatte ma non mi interessa molto di far felici chi mi ha messa in gioco, e neppure ho cosi' troppa paura del tunnel buio. Vorrei solo giocare bene, prima di finire la partita.... solo per me stessa. Ed e' cosi' che dovrebbe essere.



Il cuore e' in grado di parlare

Sussurra qualcosa che scalda il petto

e si espande in un' armoniosa luce verde

che solleva e guarisce ed e' una luce

avvolgente calda e rassicurante .



Chiudete gli occhi per aprirli davvero.

Osservate i vostri colori, sono bellissimi.



Buonanotte!!!
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orb molto bello

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